lunedì 26 novembre 2018

Legno di Sandalo: la vera storia di un contrabbando rosso come il sangue

नमस्ते

Il mio ultimo viaggio in India è stato pieno di colpi di scena.
Il più grande riguarda una triste storia che sicuramente vi lascerà a bocca aperta.

Avete presente la polvere di Javadhu, quel meraviglioso profumo paradisiaco che vi porta in India con una sola annusata? 

SE NON SAI COS'E LA POLVERE DI JAVADHU CLICCA QUI !

Vi siete mai chieste perchè è cosi difficile trovare in giro questa preziosissima polvere profumata???

Ero a Delhi, in un piccolo negozietto in Connaught Place a fare il carico di incensi di buona qualità...chiedo se hanno a disposizione qualche confezione di Javadhu...al ragazzo con il quale parlavo si spegne il sorriso....mi chiede se ho tempo per una storia...ovviamente si, cel' ho.


E se ne avete anche voi vi invito a mettervi comodi e leggere questo post fino all'ultimo.

-SANDALWOOD SMUGGLERS- PROFUMO DI SANGUE



Pavithra, Shankra e Rekhra sono 3 donne poco più che ventenni che sono da poco diventate vedove.

Loro erano le mogli di 3 presunti contrabbandieri di legno di sandalo rosso, uccisi dal governo indiano sulle colline di Javvadu Malai, in Andhra Pradesh, sud dell' India qualche anno fa.


Javvadu, arroccato a 3.000 piedi sopra il livello del mare, ha circa 280 villaggi. E sebbene sia una regione naturalmente rigogliosa, i villaggi nelle foreste sono impantanati nella povertà. Il villaggio di Aathimur, con 40-50 case, si affidava principalmente alla canna da zucchero per sopravvivere, ma lo zuccherificio nelle vicinanze ha chiuso. Gli uomini siedono a casa, oziosi e disperati. 


Aathimur è un terreno fertile per reclutare agenti di contrabbandieri, e gli abitanti del villaggio sono più che disposti a lavorare per sei mesi abbattendo alberi di sandalo rosso, tagliandoli in tronchi e caricandoli su camion. Gli agenti offrono loro una grossa cifra: Rs 800-1.000 al giorno e con anticipi fino a Rs 1 lakh. Un funzionario del dipartimento forestale dice che questi uomini senza vergogna prendono di mira villaggi colpiti dalla siccità o che hanno un gran numero di persone analfabete. I rapporti della polizia dicono che almeno due "scagnozzi"  in ognuno dei 274 villaggi assicurano un flusso costante di lavoro per i contrabbandieri. Secondo le fonti, circa 3.000 persone sono coinvolte in questo losco affare, talvolta anche senza saperlo. Le persone provenienti da Javvadu Mali sono richieste perchè pare che abbiano una forte la reputazione di migliori taglialegna della zona. Tutti gli abitanti del villaggio hanno iniziato a guadagnare molti soldi, così come tutti gli uomini d'affari coinvolti in questi loschi movimenti. 


Tuttavia, dopo che N. Chandrababu Naidu è diventato il nuovo Capo Ministro dell'Andhra Pradesh, la polizia di stato e il dipartimento forestale hanno lanciato una battaglia incessante contro il contrabbando: circa 1.000 persone, principalmente del Tamil Nadu, coinvolte nel commercio illegale, sono ora in prigione.
Circa 20 invece sono gli uomini uccisi in modo "legale" dalla polizia di stato dell' Andhra Pradesh perchè "sospetti contrabbandieri".

IL SANDALO ROSSO


Il legno di saldalo rosso prende il nome dal suo colore ricco e scuro a differenza del dorato legno di sandalo tradizionale. La leggenda narra che il re Salomone desiderasse possedere questo legno per la sua bellezza e la regina di Saba glielo portò in dono. Nella Cina medievale, ha guadagnato popolarità come il legno preferito per i mobili e per le sue proprietà medicinali. A casa, il legno, coltivato principalmente in Andhra Pradesh, ha importanza rituale per gli induisti, che lo utilizzano per pratiche religiose. Il contrabbando è decollato dopo che l'albero sovrasfruttato è stato inserito nella lista a rischio di estinzione nel 2000,  e ne è stato vietato ovviamente l'abbattimento, il movimento, la vendita e le esportazioni. È contrabbandato in contenitori di navi o come cargo aereo, spesso mascherato da prodotti alimentari, presumibilmente con la complicità dei funzionari doganali. A volte i passeggeri aerei li trasportano come bagaglio da Chennai a Kuala Lumpur o da Delhi a Pechino.



Al giorno d'oggi il legno di sandalo rosso è parsimoniosamente utilizzato come rimedio naturale per la pelle, essendo un potente anti-age ed un ottimo antinfiammatorio ed antisettico.

L'ESPERIMENTO

Dopo aver saputo tutto questo ho cercato di tenere gli occhi aperti e guardarmi intorno quando giravo nei vari bazaar per acquistare le mie preziose erbe indiane.
Volutamente chiedevo ai negozianti dove poter reperire della polvere di sandalo rosso.
Tutti mi avvisavano che era difficile trovarla, che c' era dietro una storia incredibile e tante altre cose.
Ma, vi giuro, da ognuno di loro ho potuto acquistare della profumatissima polvere di sandalo rosso.
Da uno di loro ho addirittura ricevuto in dono un piccolo pezzo di legno di sandalo grezzo.
Mi ha detto di tenerlo in un barattolo di vetro per preservarlo dal naturale deterioramento, sottolineando il fatto che è una rarità avere una cosa del genere.
Alla fine sono tornata in Italia con circa 80 gr di polvere di sandalo rosso che, per me, odora solo di tanta, tantissima tristezza e che, ovviamente, non utilizzerò MAI.



Sapendo quanto sfruttamento e sangue c'è dietro alla produzione e la vendita del sandalo rosso, lo acquistereste ancora?
Volete DAVVERO ancora comprare polvere di Javadhu solo per profumare i vostri impacchi per capelli??

Pensateci.


lunedì 26 febbraio 2018

APPROPRIAZIONE CULTURALE - Cos' è, come riconoscerla e come evitarla.

नमस्ते

 Quanti di voi hanno una T-shirt con la Mano di Fatima stampata, una cover per cellulare con un bel mandala, un ciondolo a forma di "OM" o un tatuaggio raffigurante una divinità indiana?

L'argomento che voglio trattare oggi è un hot topic per chiunque vive in bilico tra due (o più) culture. 
Tutti i giorni sui social, per strada, a lavoro, mi capita di notare piccoli elementi della quotidianità occidentale fortemente influenzati dall'oriente, poi questa mattina sono incappata in un articolo molto interessante riguardo l' APPROPRIAZIONE CULTURALE che mi ha dato molto da riflettere, così tanto che ho pensato di dover condividere il mio punto di vista con tutti voi.


L' APPROPRIAZIONE CULTURALE è un concetto sociologico che vede l'adozione di alcuni elementi di una CULTURA MINORITARIA da parte di una CULTURA DOMINANTE.

In breve, ogni volta che indossiamo un bindi in jeans e canotta (o peggio, in costume da bagno, come qualche anno fa fece Gwen Stefani!), facciamo appropriazione culturale.


Perchè?
E' molto complicato da spiegare, sopratutto perchè sono parte della famosa "cultura dominante".

il primo motivo per cui è molto facile fare A.C. è perchè spesso veniamo affascinati da un particolare elemento della cultura minoritaria, senza neppure chiederci se abbia un significato e quale sia, e lo facciamo nostro con prepotenza, utilizzandolo magari come "accessorio fashion" e per spararsi qualche bel selfie da centinaia di Like.

Chi mi conosce da un pò forse si ricorda della mia affermazione "semicit." dal film FIGHT CLUB, "attaccarti un bindi in fronte non fa di te un'indiana", e forse ricorda anche di come spesso vengo attaccata per il mio "nazi-integralismo" verso la cultura indiana.
Non è nazi-integralismo, non è nemmeno estremismo, è che quando vedo certe cose mi sale il crimine: non riesco a concepire come si possa rendere "mainstream" un qualcosa di sacro, ricco di significati.
Il mio articolo sulla polvere di Javadhu era stato pensato proprio per dare un senso a questa improvvisa moda di "profumare i capelli" con un prodotto nato per aprire la mente, per accrescere la spiritualità.
Perchè adesso è così che funziona: si apre Google, si ordina online da paesi lontanissimi e si ottiene tutto quello che si vuole, spesso dimenticandoci che, al contrario della cultura occidentale, quella orientale ha un significato dietro ad ogni singola cosa.

No. Non funziona così. Perchè se così fosse allora posso solo abbassare la testa ed ammettere che si, l'appropriazione culturale ESISTE

Ma per fortuna ho avuto modo di scoprire che non è così per tutti...
C'è ancora gente che, in punta di piedi riesce a prendere il meglio della cultura minoritaria e la condivide in quella dominante con il massimo rispetto, impegnandosi affinchè tutti capiscano LA DIFFERENZA TRA APPROPRIAZIONE CULTURALE E CONDIVISIONE DELLA CONOSCENZA.

Che poi è anche un pò il senso del mio blog.

Personalmente so che spesso anche io viaggio spedita sul filo della blanda appropriazione, ma nel mio piccolo spero di non cadere mai dal lato "sbagliato", perchè altrimenti vorrebbe dire che ho fallito alla grande.

Potrei indicarvi decine di elementi troppo spesso soggetti di appropriazione culturale, ma vi parlerò solo dei più famosi, cercando di essere il più obiettiva possibile ed evitando di trascendere in polemici "ma che cazzo te metti il saree se poi te lo toglie davanti a tutti mostrando un minidress superscosciato che porcocane ti si vedono anche le tonsille???" (tratto, ahimè, da una tristissima storia vera...poi dite che non mi devo incazzare.....).

IL BINDI
'Cmmon, chi di voi non l'ha mai indossato??? 
Un piccolo adesivo che, messo a dovere al centro della fronte (altrimenti si sembra sguerce !), dona subito un fascino orientale che Deepika Padukone levate proprio.
Ma anche no. 
Perchè se poi ti vesti come la "Zingara" de "la luna nera" il risultato è una tremenda accozzaglia di robe che di indiano hanno ben poco.
Vabbè però, dai, non è solo colpa vostra e del vostro oggettivo cattivo gusto....è anche colpa di tutte quelle star americane che hanno fatto del bindi il più grande EPIC FAIL della moda occidentale in oriental style.

Il bindi è quel "pallino" che simboleggia il terzo occhio, il punto più alto della consapevolezza. E' utilizzato dalle donne sposate e non, di varie forme e colori, ma anche dagli uomini, in determinati rituali religiosi.
L'argomento bindi è così ampio che parlarne in questo post sarebbe impensabile, ma credo proprio che anche solo una breve spiegazione possa accendervi la curiosità e la consapevolezza che non è solo una semplice decorazione del viso.

 
I CHURI (BANGLES)
Scintillanti ed adorabilmente rumorosi braciali che è molto facile abbinare ad un grazioso prendisole da sfoggiare in agosto sulle dorate spiagge del riviera romagnola......NO?????
NO!
I churi, come già detto brevemente QUI , sono i gioielli che adornano le braccia delle donne indiane fin dai primi segni di civilizzazione. Possono essere di vari materiali come ad esempio plastica, argento, oro,vetro ecc...
Questi bracciali vengono comunemente associati alla donna sposata, perchè è proprio durante il matrimonio e nei giorni successivi allo stesso che i churi acquistano un significato più elevato.
La dimensione, i materiali, i colori: tutto ha un significato ben specifico, che cambia molto in base alla regione e alle tradizioni di ogni famiglia.
Anche le donne non ancora sposate indossano bracciali: è infatti scientificamente provato che indossare i churi aiuta, mediante la forma circolare ed l materiale del quale sono composti, a mantenere bassa la temperatura corporea, riducendo gli stati ansiosi.

Giurerei di aver visto un paio di cantanti indossare churi nei propri video.....appropriazione culturale o apprezzamento????

 
IL SAREE
Eccoci qua. L'indumento indiano per eccellenza. Mi credete se vi dico che ho visto gente indossarlo per le feste di carnevale??? Beh, si, perchè affermavano che lo avevano a casa e avevano VERGOGNA di indossarlo...così carnevale sembrava la soluzione migliore....
Riuscite ad immaginare la mia faccia in questo momento????
...e poi ho visto ragazze, sedicenti superesperte del mondo indiano, indossare saree come fosse un sacco della spazzatura, senza pieghe decenti, come ci si fossero avvolte dentro in kebab style....
La mia domanda è PERCHE'???????
Non fareste più bella figura evitando queste scene? E poi, non trovate sia veramente irrispettoso volere a tutti i costi onorare una cultura sapendo di non essere in grado di poterlo fare veramente???
Ci sono così tanti modi per dimostrare rispetto anche senza indossare il saree......sempre se la vostra intenzione era questa, e non semplicemente APPARIRE....  


L'OM (AUM) e LE DIVINITA' INDIANE
Beh...non so da dove cominciare....

L' aum è uno dei simboli più ricchi di significato per la religione induista, utilizzato come decoro per magliette, ciondoli o come sfondo del cellulare.
Perchè fa figo.
Perchè fa hippy new age.


Vedo un ciondolo con l'aum, chiedo "ah, sei induista?"
Risposta: "No, perchè?"
Io: "..."
E quelli che si piazzano un bel tatuaggione di Ganesh sul polpaccio? 
Ma si, è così carino, l'elefantino rosa.....!!!


Mi chiedo perchè con la stessa foga e lo stesso trasporto non decidete di indossare una SWASTIKA.
Tanto poi gli date comunque il significato che vi pare....

IL MEHNDI
Ci siamo!!!
Non vedevo l'ora di arrivare a questo punto. 
Non sto qui a spiegarvi perchè e per come, il significato, l'utilizzo e la sacralità del mehndi l'ho ampliamente spiegati negli anni su queste pagine (ti sei perso qualcosa? CLICCA QUI e scopri il vero significato del mehndi!).
Sapete bene come la penso a riguardo...è un po la stessa storia dei bracciali e del bindi....lo si sfoggia fieri, mille selfie, ma poi? 

 
Stessa storia dal lato dei mehndi artists: non comprendo chi riduce il mehndi ad un semplice disegno sulla pelle, a chi non da valore al suo significato spirituale e chi, pur di tirare su due soldi, si piazza alla festa di paese per tatuare....
E qui mi fermo.

IL MIO APPROCCIO ALL'APPROPRIAZIONE CULTURALE
 Spesso mi sono fermata a pensare se nel mio quotidiano, senza volerlo, abbia fatto A.C., e mi sono detta che si, sicuramente sarà capitato. Ma da quando ho la consapevolezza che la linea tra rispettare e onorare una cultura e l'appropriazione culturale è sottilissima, cerco sempre di riflettere bene prima di ogni azione.
Vi siete mai chieste perchè VESTO SEMPRE INDIANO, sopratutto quando lavoro???
Il mio non è un personaggio creato per fare visualizzazioni sui social. Non sono un' attrice che interpreta l'indianina.
Io sono così, nella vita di tutti i giorni.
E quando sono chiamata per fare mehndi, il mio modo di "farmi pedonare" di non essere quasi degna di svolgere un'attività sacra del genere è cercare di rispettare la cultura che mi ha adottata in ogni sua parte indossando abiti e gioielli tipici.
Che poi chi mi conosce bene sa che la mia vita è così immersa nella cultura indiana che, per devozione, indosso abiti indiani anche nel quotidiano (ove possibile!!!!)

Il mio punto di vista è sempre lo stesso.
Il rispetto.


Se vi siete sentite chiamate in causa NON mi dispiace, spero solo che questo articolo vi abbia fatto riflettere su questa delicatissima questione sociale e che possa essere motivo di confronto tra tutti gli amanti di una cultura alla quale non appartengono per nascita!!

Chalo, bye!



giovedì 15 febbraio 2018

GROOMS MEHNDI - Uomini ed Hennè tra tradizione e tabù

नमस्ते

Chi ha detto che il mehndi è solo per donne?
Nella mia esperienza è capitato che alcuni ragazzi (occidentali!), incuriositi dal tatuaggio all'hennè, mi abbiano chiesto se fosse una cosa solo per donne, perchè in effetti è molto più comune vedere i mehndi su mani femminili.

Una coppia di amici da poco sposati
La connessione tra l'hennè e il sesso maschile in realtà è molto più solida e comune di quanto si pensi: in India è infatti molto più facile incontrare mehndi artists uomini piuttosto che donne, sia se si parla di "artisti di strada" che di professionisti.

Ma la cosa che ancora desta molta curiosità è vedere uno sposo adornato di intricati mehndi proprio come la sua sposa...

Perchè?

Perchè il mehndi non è solo una decorazione....il mehndi, come detto già tante, tantissime volte, è una pianta curativa, capace di calmare e rasserenare gli sposi nei giorni precedenti alla cerimonia nunziale.

Di solito i paterns utilizzati per il marito sono lievemente più semplici di quelli della sposa, ma per quanto riguarda la posizione si prediligono sempre mani e piedi.


In più non ci si deve dimenticare del fattore tradizionale: il mehndi è infatti ciò di più beneaugurante esista per una coppia di giovani sposi!

Personalmente mi è capitato di tatuare gli sposi solo un paio di volte (loro nemmeno volevano, ma le loro mamme sono state molto convincenti!!!!), ma sono sempre di più gli uomini che decidono di seguire questa tradizione, scegliendo stili super classici come per esempio pavoni, fiori, piante, divinità, ecc.


Qui in Italia invece i maschietti preferiscono optare per stili più essenziali, berberi o addirittura astratti; solo i più coraggiosi decidono di lasciare carta bianca all'artista!

So per certo che il crescente interesse degli Italiani per l'arte del mehndi porterà sempre più uomini a farsi tatuare, solo nell' ultima settimana ho tatuato ben 2 ragazzi (stile tradizionale, grazie al cielo! Anche perchè se mi avessero chiesto altro loro sapevano bene che avrei potuto fargli molto, molto male!!!!).

E voi avete mai conosciuto ragazzi che amano il mehndi? 




  
 

lunedì 12 febbraio 2018

MEHNDI FOR DUMMIES - La saga completa!

नमस्ते

Mi sono resa conto che la saga più famosa del web riguardante l'arte del mehndi si sta arricchendo giorno dopo giorno di capitoli nuovi che spero vi aiutino a migliorare e perfezionare la vostra arte...

Proprio per il numero crescente di post che ho scritto a riguardo, ho pensato di scriverne uno "MADRE", cioè un post dove troverete tutti i link agli articoli sul mehndi, in ordine di importanza (e non cronologico!).

 
Il mio primo post sull' argomento nacque proprio dall' esigenza, una volta tornata in Italia, di perfezionare determinati stili che in India non mi sono stati insegnati.
Cercai supporto online ma non trovai mai quello che cercavo nel modo in cui avrei voluto che fosse...ne in inglese, ne in italiano (in italiano si trovano pochissimi video, tutti di pessima qualità e ancor più pessima utilità!)...così iniziai a riflettere sul fatto che avevo le competenze necessarie per poter creare un qualcosa che potesse aiutare a conoscere e promuovere il mehndi in Italia...

Il problema principale alla base del fatto che in Italia fino ad allora non ci fosse nulla di veramente utile a conoscere e capire questa arte è che le pochissime artiste presenti sul territorio italiano tendono ad insegnare solo sotto pagamento (è facilissimo trovare corsi in quasi tutte le regioni, anche di gente totalmente incompetente!!!). 
In un certo senso sarebbe corretta come cosa: dal momento in cui hai impiegato tempo e denaro per formarti, hai viaggiato, hai studiato, hai fatto stage formativi e quanto altro, in qualche modo vorresti vedere fruttare tutti questi sforzi...anche io la pensavo così....
...poi nel dicembre 2016 ho incontrato una campionessa vincitrice di numerosi premi "dulhan mehndi" in India, che ha totalmente cambiato il mio punto di vista.

Prenotai un corso di studi con lei, prezzo accordato, giorni fissati, tutto fatto...
Arrivo al primo appuntamento in anticipo, la chiamo e mi scuso. Lei mi invita a salire a casa sua prima di iniziare il corso, mi prepara un chai e iniziamo a chiacchierare passeggiando in giardino...

"Gaia, la mia non è solo una professione...la mia è una passione vera e propria, amo ogni singola foglia, ogni radice, ogni ramo di questo albero (con le mani accarezzava le foglie della pianta di Lawsona che tiene accanto alla porta d'ingresso...), i soldi servono sempre, ma la cosa che mi rende più ricca è trasmettere la mia stessa passione a chiunque sia pronto a riceverla. Ho tante allieve" mi disse, "ma solo poche hanno negli occhi quel fuoco che avevo io. Tu cel hai. E il fatto che tu sia arrivta in anticipo oggi è un chiaro segno...ho visto i tuoi lavori..non prenderò i tuoi soldi. Tu non hai bisogno dei miei insegnamenti."

Ne fui sorpresa. Per me nella vita c'è sempre da imparare. Ma lei DAVVERO (lo giuro, DAVVERO!!) rifiutò ben 8.000 rupie che le avrei dato per il percorso di studi che avevamo accordato da più di un mese.
E mi tenne a casa sua, passammo un pomeriggio fantastico, mi svelò un sacco di segreti che ancora non sapevo, mi insegnò a chiudere i coni con la punta aperta (senza la presenza degli spilli a evitare la fuoriscita della pasta durante la messa in pressione del cono!)in meno di 10 secondi, mi insegnò che il cono va fatto "spurgare" dal cono appena chiuso, che l'hennè stesso, seccandosi, avrebbe fatto da tappo, mi insegnò che tatuare la dolce metà sotto ai piedi o sulle cosce è cosa buona e giusta (siate utili pure voi, porca paletta!!!), e che non si deve essere mai stanche di esercitarsi.



In quella giornata capii che avevo avuto tantissimo da lei (compresa una cena da leccarsi i baffi!), e che lei non aveva chiesto NULLA in cambio.

Tornata in Italia sentii di voler fare lo stesso, per quanto possibile.

Ho diminuito le classi a pagamento, ho scritto più post sui social, ho proposto stages formativi.

Questa è la mia idea di divulgazione di un'arte e una cultura!!!!


Come al solito mi dilungo sempre un pò troppo, ma scrivere con l'idea che mi leggerete mi fa sentire come ascoltata dalla migliore delle mie amiche!

Ecco i vari capitoli dell'avventurosa saga di MEHNDI FOR DUMMIES!!!!

CAPITOLO 1
Informazioni generali, cenni storici, ricette, videotutorial



CAPITOLO 2
Focus sugli oli essenziali da utilizzare per ottenere un colore impeccabile


CAPITOLO 3
Prendiamoci cura della nostra opera d'arte seguendo queste piccole istruzioni


CAPITOLO 4
Il significato dietro ad ogni segno che lasciamo sulla pelle


NOVITA'!!!
Un piccolo post dedicato al mehndi per gli uomini!!!

CLICCA FOREVER!
Per adesso è tutto qui, ma non mancherò di continuare a scrivere per voi tutto il mio amore per il mehndi!!!

Un grande grazie, dal profondo del mio cuore a te, J., che mi hai trasformata da "una che fa i tatuaggi all'hennè" ad una vera mehndi artist, in pochissime ore e con pochissime parole.
धन्यवाद ज्योति...


Ci tengo a precisare che con questo post non voglio asolutamente sconsigliare i miei lettori di seguire dei corsi, io per prima vi dico che non basteranno tutti i post del mondo per insegnarvi a dovere come si fa un mehndi, ma la mia scelta è quella di condividere il più possibile, anche perchè spesso chi si avvicina all'arte del mehndi lo fa per uno sfizio personale, e non per iniziare una professione...


Siamo tutte Henna Lovers! 

 


sabato 10 febbraio 2018

MEHNDI FOR DUMMIES - Guida al significato dei simboli



नमस्ते
La domanda che più spesso mi viene posta mentre eseguo i miei mehndi è: 
"MA QUESTI SIMBOLI HANNO UN SIGNIFICATO???"
Beh, il mehndi di per se ha già un significato così profondo che potrebbe bastare, ma si, quei simboli hanno un significato.
In media in un mehndi sulla mano inserisco così tanti simboli che probabilmente spiegarli tutti impiegherebbe il doppio del tempo che mi ci vuole a fare il design, così ho pensato di creare un piccolo prontuario dei simboli più comunemente impiegati.
Model: Veronica Aishanti ftom Aishanti Bollywood Dance
NOTA: Inizierò con i simbolismi della tradizione indiana, che è quella che ho studiato durante i miei studi in India, poi proseguirò nelle prossime settimane ad aggiornare il post inserendo altri stili!

LO STILE TRADIZIONALE INDIANO

Lo stile tradizionale indiano è il mio stile, quello che ho studiato e ho amato dal primo momento.
Oltre al significato di ogni simbolo, è l'armonia dei disegni per  riempire uno spazio che lo rende unico.


  • IL PUNTO: rappresenta la Realtà Suprema
  • IL SEME: simbolo che rappresenta il punto da dove tutto nasce
  • IL TRIANGOLO: ha un significato doppio; il triangolo con la punta verso l'alto rappresenta Shiva ed il fuoco (simbolo maschile), quello con la punta verso il basso invece rappresenta Shakti, la femminilità, l'acqua. Il triangolo può rappresentare anche la trinità di Brahma, Vishnu e Rudra che sono rispettivamente le divinità del potere creativo, quella che separa il cielo dalla terra e la divinità della tempesta

  • LA STELLA A SEI PUNTE: non vedetelo come un simbolo ebraico, la stella a sei punte nel nostro caso rappresenta l'unione del maschile e del femminile, di Lakshmi, la divinità della fortuna e della prosperità
  • IL QUADRATO: stabilità, ordine, onestà e disponibilità
  • LA STELLA A CINQUE PUNTE: rappresenta gli elementi, ma può anche essere associata alla magia nera
  • IL MANDALA: è il più comune dei simboli per mehndi, rappresenta l'infinito, l'uomo in relazione con l'universo, il sole, il tutto. Il mandala contiene varie forme, come quelle citate fino ad ora, per cui è un simbolo che raggiunge la quintessenza di ognuno di essi


  • IL FIORE DI LOTO: strettamente connesso a Lakhsmi (viene sempre rappresentata in piedi in mezzo ad un fiore di loto!), simboleggia femminilità, creatività, virtù, grazia, purezza, il risveglio dell'anima


  • IL PAVONE: la bellezza. Il pavone è un simbolo ricorrente sopratutto nei "dulhan mehndi" perchè è considerato un animale strettamente legato all' India e alla vita da sposati


  • I FIORI: nei secoli si sono sviluppati tantissimi stili di fiori nel mehndi, ma in generale i fiori rappresentano verginità purezza, devozione e vitalità
  • LA PIOGGIA: piccolissime goccine che rappresentano l' amore e la devozione della sposa per il marito e la famiglia che la sta accogliendo
  • I JHUMKA: molto in voga negli ultimi mesi, rappresentano la tradizionalità. E' infatti un "simbolo" inconfondibile delle donne indiane
Questi sono i simboli più frequenti per quanto riguarda la tradizione indiana.
E' chiaro che non sono tutti qui, ci sono molti altri motivi che vengono spesso utilizzati, ma spesso sono solo "di riempimento", come ad esempio gli "archetti" che si utilizzano per decorare una semplice linea, oppure tutti quei patterns che utilizziamo per riempire uno spazio "morto".
Bene, per adesso è tutto.
Prometto che studierò anche gli altri stili per darvi una guida supercompleta ai simboli dei tatuaggi all'hennè!
Stay hennaed!


giovedì 8 febbraio 2018

JAVADHU POWDER - Il profumo dell' India sulla tua pelle -

नमस्ते

Da qualche tempo in giro sul gruppi per capelli che frequento ho notato che si parla spesso di questo prodotto magico e inarrivabile: LA POLVERE DI JAVADHU.


Ho conosciuto questa polvere un pò per caso, in un bazaar al centro di Allahabad, nel negozio di una coppia di anziani signori che ha tentato in tutti i modi di vendermelo, anche se non lo volevo. Alla fine mel' hanno regalato perchè, dicevano, era scritto (non ho ben capito dove!) che la mia pelle dovesse profumare di javadhu.
Misi quel minuscolo barattolino in una busta piena di saree appena acquistati, e li rimase fino al mio ritorno in Italia.
Quando lo ritrovai non ricordavo nemmeno cosa fosse, perchè era privo di scatola. 

Avevo in mano un vasetto di PURA MAGIA ma ancora non lo sapevo.

A dire il vero all'inizio non capivo bene come dovessi utilizzarlo. Sono dovuta ricorrere all'aiuto della mia Gudiya per comprendere la semplicità della cosa: la polvere di javadhu altro non era che un profumo in polvere!

Così ne presi una piccola quantità con il dito, la posizionai al centro della mia mano e la mescolai con una goccia o due di acqua di rose. Da quel momento in poi ricordo solo che fui pian piano inebriata da note forti ma dolci, sensuali, decise e mistiche, innamorate e potenti che mi hanno avvolta come in un caldo abbraccio. Respiravo profondamente, e ad ogni respiro percepivo un fiore, un' erba, una spezia diversa.
Fu come annusare tante cose ed annusarne una sola, come stare in un prato fiorito e subito dopo in un mercato di spezie, un tale tripudio di sensazioni che le parole decisamente non sono in grado di descrivere.

Ad oggi mi rimane un minuscolo mucchietto di polvere, che custodisco gelosamente fino all'arrivo del nuovo carico di magia dall'India perchè, sopratutto che adesso è divetato così famoso, è ancora più difficile mantenerne intatto il significato spirituale.


In Italia la polvere di javadhu è molto ricercata perchè, aggiungendone un pizzico nell' impacco di hennè, profuma i capelli ed aiuta a limitare il forte odore dell' hennè stesso.
Io però, come sapete, sono un' inguaribile tradizionalista, e quindi vi spiegherò che cosa è in realtà la polvere di javadhu, come è nata e come si utilizza!

LA STORIA
 La polvere di Javadhu è un'antichissima fragranza, utilizzata per migliaia di anni nel Tamil Nadu, una regione a sud dell'India. Gli alchimisti di quelle terre formularono questa fragranza mescolando dell'olio e della polvere di sandalo ad un ricco bouquet di erbe, fiori e spezie, e lo fecero con uno scopo ben preciso: volevano creare una fragranza in grado di esaltare la spiritualità intrinseca in ognuno di noi, da poter utilizzare durante riti di culto quali meditazione, yoga e pranayama.
 Nell'atichità questa polvere veniva considerata come una cosa preziosa, che solo regnanti, nobili e preti potevano avere il privilegio di utilizzare, poichè rendeva l'aura dell'individuo più ricettiva ed efficiente, dono che non tutti si potevano permettere.

La polvere di javadhu inoltre è un potentissimo afrodisiaco, menzionato anche in molti testi antichi della letteratura indiana.

L'UTILIZZO
Basta un pizzico di polvere, una quantità minima, mescolata a semplice acqua o, se volete osare di più, a dell'ascqua di rose o di kewra, da spalmare sul collo, sui polsi, dietro la nuca e sugli avambracci, per portarsi addosso tutto il profumo dell' India!!

LA MIA OPINIONE
Annusare la polvere di javadhu è un' esperienza unica, un profumo inconfondibile che ti avvolge e travolge. 
Per mescolarlo all'acqua di rose lo metto al centro della mano, dove riesco ad impastarlo con maggiore faciltà. Già dopo pochissimi secondi il suo fortissimo odore sale e inizia ad attivare la parte del cervello dedicata ai ricordi. Ogni secondo che passa, da quel momento in poi, è un susseguirsi di sensazioni e di emozioni: più la pasta di javadhu si mescola al profumo della pelle, attivata dal calore del corpo, e più stimola la mente.


"Con il suo mix di sandalo, fiori, erbe e spezie, la polvere di javadhu sarà in grado di riempire il tuo cuore di emozioni e romanticismo, una fragranza divina e spirituale che dona pace alla mente, rilassa e libera lo stress."

E' sempre difficile descrivere un profumo, spesso perchè suscita emozioni diverse in ogni persona, io ho provato a farvi arrivare le mie, ora sta a voi raccontami le vostre!!!

Stay scented!

------------ATTENZIONE!-----------
A breve aggiornerò questo post con i link ed i nomi dei negozi dove potrete trovare la polvere di javadhu!




  

lunedì 29 gennaio 2018

KALONJI&METHI OIL - L'olio homemade per capelli da invidiare!

नमस्ते 

Finalmente sono tornata con una super ricetta per capelli, di quelle facili facili, che si preparano in poco tempo e con pochissimi ingredienti ma che assicurano dei risultati favolosi!!!
Era da tempo che aspettavo di fare questo post ma ho preso un po di tempo per provare l'effettiva efficacia dell'impacco.
Dopo più di un mese di utilizzo posso dire che davvero ne vale la pena anche perchè con pochissimi euro potete ottenere un prodotto che vi durerà nel tempo!
Ma andiamo per ordine...
Questa fa parte delle decine di preziose ricette che mi sono state tramandate dalla mia adorata famiglia indiana e si tratta di un olio homemade per prevenire l'incanutimento precoce, per promuovere la crescita di capelli nuovi e per rendere il fusto più spesso.
E' l'olio perfetto per chi, come me, delle volte non ha nessuna voglia di preparare impacchi di erbe da tenere in testa e cerca una soluzione più pratica per prendersi cura dei propri capelli.

GLI INGREDIENTI:
KALONJI 
(Nigella Sativa)
Questi piccoli semi neri sono utilizzati nella preparazione di molti piatti tipici indiani ma grazie alle straordinarie properietà curative che vantano, sono impiegati da secoli nella medicina ayurvedica per la cura di problemi come la calvizie, l'incanutimento e altri problemi legati ai capelli ed al cuoio capelluto.
Ricchi di proteine, Vitamine B1, B2, B3, acido folico, ferro, calcio, zinco, rame e fosforo, sono l'ingrediente perfetto per questo super olio  che andremo a preparare!
La nigella sativa è un ingrendiente veramente ricco di sorprese, da non utilizzare con legerezza. Per questo vi rimando ad un super esaustivo articolo sull'argomento scritto dalle amiche e colleghe del sito PASSIONE NATURALE.

METHI
(Fieno Greco)
Questa particolare spezia è più che conosciuta nel mondo delle appassionate di cure fai da te per i capelli! Si tratta di semini gialli molto duri che in India servono per preparare deliziosi piatti e sopratutto dei biscotti salati che io adoro!
Il methi contiene vitamine, ferro, sali minerali, lipidi, sali minerali, saponine e proteine, oltre che mucillagini, e il suo potente effetto anticaduta lo rende indispensabile per chi necessita di una soluzione che funzioni davvero.


OLIO DI RICINO
Come molte sapranno, l'olio di ricino ha il potere di accelerare la crescita e stimolare la produzione di nuovi capelli.

OLIO DI COCCO
Altro super ingrediente jolly, che tutte abbiamo sicuramente in casa! L'olio di cocco è ricco di vitamina E e ci aiuta a nutrire in profondità il capello.

LA RICETTA:
  • Nigella Sativa, 2 cucchiai
  • Fieno Greco in polvere, 2 cucchiai
  • Olio di Ricino, 50 ml
  • Olio di Cocco, 200 ml

IL PROCEDIMENTO
Tutto molto semplice!
In un grinder versate 2 cucchiai di Nigella e frullate fino ad ottenere una polvere. Se il vostro methi non è in polvere allora frullate anche quello, ma separatamente dalla nigella perchè altrimenti la differenza di grandezza di semi non permetterebbe una perfetta polverizzazione degli ingredienti.
Trasferite le due polveri in un barattolo di vetro grande abbastanza da poter contenere anche i liquidi, poi aggiungete 200 ml di olio di cocco e 50 di olio di ricino.
A questo punto, secondo la ricetta originale, il compost andrebbe lasciato maturare al sole per almeno 15/20 giorni, ma per velocizzare il processo io consiglio di immergere il barattolo per metà in una ciotola di acqua calda (mi raccomando, NON BOLLENTE, o rischierete che il barattolo subisca lo shock termico e si crepi!). Dopo aver fatto un paio di bagnomaria in questo modo, lascio il barattolo al sole per almeno un paio di giorni. In alternativa si può utilizzare il metodo degli oleoliti a caldo che prevede di immergere il barattolo in un pentolino con dell'acqua tenuto a fiamma molto bassa. Proteggete la superficie di contatto tra il barattolo e il pentolino con un panno sottile e fate macerare per almeno un paio d'ore.
Qualsiasi sia il metodo di infusione da voi scelto, non vi resta che filtrare bene l'olio, ed il gioco è fatto!!
Otterrete un olio dal colore molto scuro, che andrete ad applicare dalla cute alle lunghezze prima dello shampoo. Il mio consiglio è quello di tenerlo su per almeno un ora prima di lavare i capelli anche se, come molte di voi sapranno, di solito io preferisco tenerlo per tutta la notte!

Fatemi sapere se decidete di farlo e come vi troverete, ma sono sicura di sapere già la risposta!!!